Studio sul Seyahatname di Luciano Rocchi



Riportiamo di seguito il risvolto di copertina a firma del Direttore dell’I.R.C.I. 

L’indagine di Luciano Rocchi su Evliya Ҫelebi e sullo Seyahatname, la ponderosa opera di questo curioso “giramondo”, come lo chiama il nostro, offre uno sguardo del tutto inedito per il lettore italiano su di un’ampia area dell’Impero della Sublime Porta (e delle zone vicine) visitata attorno alla metà del ‘600 dal Ҫelebi. I passi scelti proposti riguardano la Dalmazia vista per la prima volta da Evliya al seguito dello zio Melek, nominato dal sultano governatore della Bosnia nel 1659. Erano gli anni della guerra fra Venezia e i turchi per il dominio di Creta e di conseguenza Melek moveva azioni militari contro le città della costa dalmata per indebolire l’influenza della Serenissima. Il racconto di Ҫelebi, che va al seguito dell’esercito, si svolge in questa atmosfera. Si tratta in sostanza di un resoconto di viaggio che non si sofferma solo sugli itinerari percorsi, le distanze, i tempi ma va ad interessarsi anche alla situazione “politico-amministrativa, alla topografia, posizione geografica, pianta urbana, struttura dell’abitato”. “Se la permanenza di Evliya in una località si prolunga, le informazioni si moltiplicano e coinvolgono tutti gli aspetti della vita cittadina”. 

La situazione linguistica, qui attentamente analizzata, con gli interessi etimologici mostrati dal Ҫelebi, offre una lezione particolarmente interessante grazie anche ai “forestierismi, invenzioni lessicali o creazioni analogiche che fanno del Seyahatname un’autentica miniera di hapax legomena”.

A Luciano Rocchi il merito di averci svelato questi passi per noi sconosciuti.

Piero Delbello

Istituto regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata

 

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