Serata a Milano: l’I.R.C.I. ed il Museo



Il sodalizio, presieduto attualmente da Marco Fornasir, giornalista, direttore di AutoSuperMarket, CamionSuperMarket, MotoSuperMarket e Cantierissimo con Carrelistica, vanta origini ultrasessantennali.

Gli Amici Triestini cominciarono infatti a riunirsi nel 1947 grazie all’opera di Guido Oberti von Schwarzenthal ( italianizzato in “di Valnera”) e di Silvio Buda, scomparsi entrambi. Insieme a loro partecipavano assiduamente l’assicuratore Guido Fragiacomo ( che ne diventò il primo presidente), il conte Renato Prandi di Ulmhort, Sergio Curiel e il colonnello pilota Bruno Coppola, ai quali si aggiunsero Decio Bidoli, Manlio Rocco e Armando Vitetta.

Questo, secondo le notizie gentilmente fornite dal presidente Fornasir, è stato il primo nucleo storico.

A quel tempo si univano talvolta alla compagnia Nereo Rocco e l’attore regista Nino Crisman. I ristoranti erano scelti con cura: nel primo periodo, si ritrovavano al “Don Lisander”, poi da “Mancini”, poi da” Luigi”, per lunghissimo tempo da “Prospero”, poi al “Settecupole”. 

Oggi la sede ufficiale è il ristorante del Circolo della Stampa di Milano, a Palazzo Serbelloni in corso Venezia 16.

A metà degli anni Sessanta, gli Amici Triestini erano una quarantina, attualmente l’elenco annovera oltre 200 nominativi. Fra essi, moltissimi i ragazzi di oltre ottant’anni che hanno meritato e meritano gli onori delle cronache: Roberto Amadi, già direttore dell’Alfa Romeo, l’ing. Tito Livio de Pastrovich, direttore generale dell’Aquila, poi Total italiana, lo scrittore Alfredo Todisco.

Ogni tanto fa la sua apparizione Ottavio Missoni. Non vanno dimenticati alcuni scomparsi, come Massimo della Pergola, inventore del Totocalcio e Sisal e noto giornalista sportivo,Ingo Ravalico, già amministratore delegato di Italtel, Nito Staici, noto cantore della gesta degli Alpini, Renato Bevilacqua, un mito del canottaggio e Gino Sferza, già vicepresidente della Montecatini e presidente della Standa.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, tutti i partecipanti alle cene degli Amici Triestini hanno in qualche modo onorato la loro terra di origine.

Nel corso degli anni hanno guidato questo gruppo Guido Fragiacomo, Fabio Cornet ( figlio di Raimondo Cornet – Corrai), Silvio Buda ( scomparso nel 2002) e il colonnello pilota Bruno Coppola, scomparso nell’agosto 2007.

In particolare, Silvio Buda merita di essere ricordato più ampiamente in quanto fu colui che sviluppò e dette continuità alle cene degli Amici Triestini. Buda nacque a Trieste, dopo la maturità conseguì la laurea in Scienze Economiche e una seconda laurea in Scienze Politiche. Durante la guerra, diventato ufficiale degli Alpini, fu mandato al fronte nei Balcani, nelle campagne di Albania e Montenegro.

Dopo la guerra, si trasferì a Milano, commercializzò carbone e poi entrò nella Philip Morris di cui divenne per molti anni amministratore delegato. Grande esperto di economia, anche dopo avere lasciato al Philip Morris fu impegnato in diversi consigli di amministrazione, in particolare nel settore delle riassicurazioni.

Affiancano ora Marco Fornasir, nuovo presidente dell’Associazione, i vicepresidenti Romeo Cociancich e Roberto Vitetta, quest’ultimo anche con le funzioni di segretario.

Gli Amici triestini sono un libero convivio composto inizialmente e principalmente da triestini, ai quali si sono aggiunti dalmati, istriani, fiumani e goriziani. Si riuniscono una volta al mese e particolare rilievo ha la cena di dicembre di S.Nicolò che è la più frequentata dell’anno e che può contare sulla collaborazione di alcune tradizionali aziende triestine: Hausbrandt, Missoni, Modiano, Stock… che inviano graditissime strenne.

Durante la cena mensile di maggio, Marina Petronio ha illustrato il contenuto di alcuni dei sui libri: “Oltreoceano”, “Signor,il marinaio l’aspetta” e “Dyalma Stultus nel ricordo della moglie e degi amici”.

In particolare, si è soffermata sui corregionali emigrati oltreoceano e sui loro Clubs, costituitisi nelle varie parti del mondo, sul mantenimento della cultura e delle tradizioni originarie sempre più difficoltoso per il progressivo esaurirsi dei protagonisti in prima persona dell’emigrazione del secondo dopoguerra.

Silvio Delbello ha esposto esaurientemente scopi e contenuti dell’erigendo Museo della Civiltà Istriana a Trieste, soffermandosi in modo particolare sui fondi in possesso dell’istituzione e sull’entità della biblioteca che verrà ospitata all’interno del Museo. 

Oltre alle masserizie ospitate in Porto vecchio, sono di rilevante importanza il fondo dello scrittore Quarantotti Gambini e quello del CLN, preziosa fonte storica per la ricostruzione di uno dei periodi più tormentati della storia d’Italia.



E’ stato un incontro all’insegna della cordialità e dell’amicizia durante la quale i soci presenti hanno ricevuto documentazione relativa al Museo e copie dei libri citati di Marina Petronio.

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