Comunicato 06.07.2015

Il lavoro di messa a punto del Civico museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata prosegue di gran lena. Ieri mattina (lunedì) si è svolta nella sede dell'IRCI una riunione allargata alla quale sono stati invitati tutti coloro che a diverso titolo hanno partecipato alla realizzazione del Museo, al fine di valutare i primi commenti e, ove necessario, procedere all'integrazione del percorso espositivo.

Sia la presidente Vigini che la vicepresidente Masau hanno espresso soddisfazione per i numerosissimi commenti positivi, ed in molti casi entusiasti, lasciati dai visitatori sull’apposito Libro all’ingresso del Museo. È stato inoltre rilevato che dopo l'apertura del Museo è cresciuto in misura significativa anche l'afflusso di visitatori all'esposizione dei quadri istriani conservati al museo Sartorio: tale afflusso, verosimilmente, potrà aumentare ulteriormente non appena sarà disponibile la guida unica (è in fase di realizzazione) alla visita dell'intero percorso espositivo, nelle due sedi di via Torino e di largo papa Giovanni.

Naturalmente, fra i pareri raccolti non mancano nemmeno critiche e suggerimenti. Al riguardo, alcuni interventi sono già in corso e riguardano la segnaletica del Museo e la maggior visibilità di alcuni contenuti, con particolare riferimento al "passaggio dell'esodo" e alla "stanza dell'esilio". Altri interventi di maggior respiro richiedono invece una preliminare verifica della disponibilità finanziaria, attualmente in corso. È questo il caso dei cataloghi, degli strumenti divulgativi multimediali (tour virtuale, audioguide, apps, codici qr) e dei video sulla Dalmazia, tenendo presente la necessità di realizzarli quantomeno anche in lingua inglese. Nel corso dell'estate si procederà anche all'allestimento del quarto piano, dedicato agli istriani, fiumani e dalmati che hanno contribuito in maniera rilevante alle sorti di Trieste o che si sono distinti nei più diversi campi, in Italia e all'estero: l’apertura della sezione è prevista entro il mese di settembre.

Infine, è stato rilevato come la grande ricchezza umana, ambientale e culturale di terre plurali come l'Istria, Fiume e la Dalmazia risulti assai difficile da sintetizzare nel poco spazio disponibile all'interno dello stabile di via Torino. Il completamento dell'allestimento consentirà fra breve di indicare al visitatore dove trovare ulteriori occasioni di approfondimento nella letteratura, sul web ed in altre sedi museali specifiche: a Trieste, il Magazzino 18 del Porto vecchio, a Venezia la Scuola dalmata dei santi Giorgio e Trifone, a Roma il Museo fiumano.

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