ISTRIA, FIUME, DALMAZIA mare&terra "SEGNI D'IMPRESA fra '800 e '900"

Inaugurazione venerdì 2 agosto 2019 ore 17.30 presso il Civico Museo della civiltà istriana, fiumana, dalmata di via Torino, 8 a Trieste.

Ingresso libero 

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Come di consueto, si è cercato di proporre al pubblico una mostra particolare che rispondesse all’esigenza di essere sfiziosa e accattivante e, nello stesso tempo, una mostra che parli del nostro mare della Venezia Giulia in unione con la terra elementi quasi in simbiosi con un medesimo comune denominatore: il SEGNO d’IMPRESA. L’esposizione è interamente dedicata all’impresa istriana, fiumana, dalmata grande protagonista di quel lusinghiero sviluppo industriale, in particolare degli anni ’30 che ha contribuito anche all’aumento della manodopera grazie alle numerose aziende appartenenti a diverse categorie fra il tessile, l’agro-alimentare, l’estrattiva, l’edilizia, la chimica, i trasporti e che rappresenta, in sostanza, il come e il quanto eravamo. É la grande imprenditorialità che porta lo sviluppo e il progresso sul territorio ed è capace di costruire, anche aldilà di quel centro fondamentale che è stato Trieste, porto dell’Impero. Troviamo così la lunga storia di interscambi legata al nome dei Cosulich, lussignani, e alle loro imprese fra mare (prima Austro Americana, poi Cosulich Linee di navigazione) e cielo (Società Italiana Servizi Aerei), o la Modiano che, dopo il successo a Trieste, apre anche a Fiume uno stabilimento per la produzione di carte da gioco (esponiamo un bel foglio d’inizio secolo di tarocchi ungheresi stampati nella città liburnica) e di cartine per sigarette. Ma vi sono anche nomi che non si scordano come: Arrigoni, l’azienda di confetture, uno dei veri trait d’union fra mare e terra, nella lavorazione e l’inscatolamento del pesce come nel trattamento delle carni e delle verdure per gli estratti per brodi e pietanze varie con la sua sede centrale, amministrativa a Trieste, ma fabbriche ad Isola d’Istria, Cesena, Pola, Lussinpiccolo, Fasana, Grado, Umago, Comisa in Dalmazia … E quante ancora aziende che lavoravano il pesce: dalla Torrigiani di Isola d’Istria all’Ampelea, con sede anche a Rovigno, sino a quegli stabilimenti  raccolti poi sotto il nome di Fabbriche Italiane Conserve Alimentari dell’Adriatico. Restando nell’ambito alimentare ricordiamo le dolcezze dei biscotti rovignesi della Calò, l’allegra famiglia di elefanti dell’omonima fabbrica di cioccolato di Fiume, i maraschini di Dalmazia fra Vlahov, Drioli, Luxardo e i vini di alta qualità che seppe produrre Parenzo con il suo esemplare Istituto Agrario, o lo spumante rosa delle Distillerie Apollonio di Orsera o ancora l’amaro Petrali di Rovigno, il vero e unico “Amaro Istria”. Ma vanno ricordate anche molte altre imprese come la Società mineraria “Arsa”, per il carbone, alle Raffinerie di Fiume, per l’Italol (poi Italoil) per Agip e Romsa, alla Fabbrica di Saponi (anzi: la dicitura aziendale riportava “Fabbrica Soda Cristallizzata”) Salvetti di Pirano o quella di Acidi Carbonico Cuzzi in Pola.

L’esposizione, curata da Piero Delbello non è solo dedicata alla cartellonistica pubblicitaria nella sua espressione di moderna comunicazione ma recupera, grazie alla creatività degli artisti dell’epoca, che hanno tramandato la memoria degli oggetti e delle attività reclamizzate, oggetti, documenti, stampe, disegni e fotografie che testimoniano il vissuto delle terre istriane, fiumane, dalmate.

La mostra, al piano terra del museo istriano, in via Torino 8, rimarrà aperta fino al 13 ottobre 2019

Orario:

da lunedì a venerdì: 10.00-12.30 / 16.00-18.30

sabato: 10.00 / 17.00

domenica: 10.00 / 17.00

 

 

 

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