Home La rivista Numero 7/8

L'istria e la rete

La recente attivazione in rete del sito dell'I.R.C.I. mi aveva stimolato a preparare un pezzo riguardante il panorama di siti web riguardanti l'Istria, la sua gente e la sua storia. In corso d'opera, mi è parso maggiormente rilevante andare a meditare sulle considerazioni che seguiranno, piuttosto che proporre un semplice elenco, pur critico e ragionato, di indirizzi internet riguardanti la Venezia Giulia.
Le tipologie di pagine web in cui un qualsiasi navigatore si può imbattere sono svariate ma, in larga misura, possono essere raggruppate in alcune categorie principali.
Affidandosi ad un motore di ricerca1 e digitando la parola "Istria", si viene innanzitutto bombardati da una serie di siti a carattere commerciale o pubblicitario. Si tratta di tutte le agenzie turistiche, soprattutto italiane e croate, che sponsorizzano i propri pacchetti-vacanza in Istria e Dalmazia.

Un'esempio di ricerca con Altavista

 

Già su questa tipologia di spazi virtuali si potrebbero versare i proverbiali fiumi d'inchiostro : ad esempio, parlando delle agenzie nazionali - qualcuno in altra sede l'ha già ampiamente fatto - ci si potrebbe chiedere come mai esse propongano viaggi a Londra, Berlino o Parigi e contemporaneamente vacanze estive a Dubrovnik, Split e Zadar2, ma ciò mi sembra, in questo contesto, inadeguato e fuori luogo.
Ben più interessante può essere ragionare sulla copiosa categoria dei siti a carattere storico-politico-informativo di matrice, in larga maggioranza, croata. Si tratta generalmente di siti dall'aspetto gradevole, ben strutturato, disponibili sempre nella versione inglese e, perché no, visivamente accattivanti. Ovviamente ognuno tira l'acqua al suo mulino ed è quindi quasi naturale che le informazioni storiche e geografiche esposte non siano tanto rigorose, in merito a tutto quanto concernente la secolare presenza dell'etnia italiana, quanto lo è la veste grafica mediante le quali esse vengono proposte. Non volendo scendere in futili polemiche ritengo sia più opportuno lasciare al lettore l'onere di una piccola ricerca telematica e la conseguente valutazione in prima persona.
Al contrario, penso che sia proficuo approfondire l'argomento dei siti italiani. Come ben si sa, l'argomento delle terre giuliane attualmente non in territorio italiano, è stato a lungo un tabù, ed anche la recente internet ne risente. La maggioranza dei siti italiani sull'argomento gravitano strettamente nell'orbita dell'associazionismo esule Istriano, Fiumano e Dalmata.
Riguardo a ciò vorrei ora proporre alcuni esempi che, senza secondi fini, servano da spunto per le considerazioni a cui voglio giungere. Un sito molto ampio e ben fatto, è senza dubbio quello dell'Unione degli Istriani di Trieste (http://www.unioneistriani.it). Il tutto si presenta sobrio, graficamente ineccepibile e di facile consultazione. Dalla pagina iniziale numerosi rimandi immettono in alcune pagine tematiche correlate. Così troviamo, oltre alle sezioni relative alla descrizione degli organi dirigenti l'Unione, degli spazi dedicati alle lettere ed agli interventi telematici, una vetrina delle pubblicazioni disponibili ed una intelligente sezione "info & appuntamenti" dove poter consultare il calendario delle attività in programma e, in futuro, anche la versione telematica del periodico dell'associazione. Vanno ricordate con particolare rilievo la sezione "noi e gli altri" in cui è possibile consultare l'elenco dei presidenti delle varie "Comunità degli Italiani" d'oltre confine e la lista di collegamenti ad altri siti istriani, e la sezione "forum" in cui è possibile lasciare commenti e messaggi e, contemporaneamente, leggere e rispondere ai messaggi precedenti.
È anche possibile accedere alla sezione "famiglie" dalla quale selezionando il nome di una delle diciotto tra famiglie e circoli aderenti all'Unione si accede alla relativa pagina elettronica. Si nota a malincuore, però, che solamente otto di queste pagine presentano un qualche tipo di scritto. Tra quest'ultime, spicca per cura e rigorosità, la pagina della Famiglia Montonese, a cura della dott. Simone Peri. La pagina in questione è suddivisa in quattro sottosezioni intitolate "Storia", "Arte", "Personaggi" e "Leggende", ma quel che più conta, fornisce un'ampia bibliografia riguardante la cittadina di Montona. L'intero sito è redatto interamente in italiano.
Altro sito di ampio respiro è http://www.dalmazia.it. La struttura generale, ben concepita, è similare a quella descritta precedentemente, con qualche piccola differenza. Innanzitutto è disponibile una english version che, colla medesima grafica elegante e raffinata della versione italiana, permette anche ad un navigatore straniero di accedere con facilità ai contenuti. Naturalmente non ci sono rimandi a "famiglie" di sorta, bensì è presente un discreto archivio fotografico delle principali località dalmate. Le foto non sono commentate. Anche qui sono presenti delle vetrine in cui vengono proposti testi di riferimento di vario tipo e, al posto del forum è presente uno spazio riservato ad una mailing list3 giuliano - dalmata. La sezione "storia", poi, rimanda ad una sintetica e concisa esposizione degli avvenimenti storici riguardanti la Dalmazia. Complessivamente si tratta di una home page4 di buona fattura e contenuto.
Altra pagina che capita di aprire è quella del periodico La Nuova Voce Giuliana, pubblicato dalla Associazione delle Comunità Istriane di Trieste. Questo sito (http://www.tip.it/vocegiuliana), interamente in italiano, propone esclusivamente ciò che promette: dalla pagina iniziale è possibile solamente scaricare la versione telematica del periodico.
Il sito della Società di Studi Fiumani di Roma (http://www.pelagus.it/fiume-rijeka/master.htm) si propone con una grafica leggermente ridondante ed involuta, illustrando ampiamente l'attività dell'istituto anche con l'ausilio di fotografie, ma non permette alcun contatto on line né presenta collegamenti ad altri siti omologhi.
Peculiari, quindi, sono i siti dell'Associazione Giuliani nel Mondo (http://users.iol.it/giulianimondots/) e quello detto Istrianet.org (http://www.istrianet.org/istria/index.html). Il primo presenta numerosi collegamenti con altrettanti siti giuliani ed un'interessante pagina "circoli stranieri" che permette di contattare gli emigrati istriani, fiumani e dalmati sparsi per i quattro angoli del globo; il secondo, interamente in inglese, propone servizi analoghi ed un'ampia pagina di links verso siti di varia e non sempre chiara natura riguardanti la regione giulia.
In certa misura originale è il sito 2000 anni di storia italiana (http://utenti.tripod.it/istriadalmazia) che mette a disposizione dell'utente alcune discrete cartine geografiche dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia riportanti l'indicazione dei nomi delle località in italiano.
Infine, categoria a sé stante in quanto concernenti la Venezia Giulia ma non nascenti direttamente dal mondo dell'esodo, vanno menzionati i siti del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno (http://www.dsgs.univ.trieste.it/crsrv.html) e quello dell'Istituto Regionale per la Cultura Istriana di Trieste (http://www.irci.it).
Il sito del centro di ricerche storiche rovignese, consultabile anche in versione inglese, tramite una grafica essenziale, mette a disposizione del visitatore virtuale l'interessante vetrina di pubblicazioni edite dal centro e il catalogo generale della propria biblioteca per tutti i volumi acquisiti entro il 1997.
Sul sito dell'I.R.C.I val la pena soffermarsi di più. Esso si presenta bene : sobrio ed elegante. Anche in questo caso partendo da una pagina iniziale si accede ad una serie di pagine correlate mediante degli opportuni rimandi. In "che cos'è l'IRCI" troviamo una sintetica ma esauriente spiegazione della composizione e dei compiti dell'Istituto, così come nella sezione "cosa abbiamo fatto" troviamo un dettagliato elenco delle iniziative e delle pubblicazioni di marca IRCI finora prodotte e nella sezione "programmi" troviamo, appunto, i progetti per il futuro. Di rilievo è la sezione "la rivista" in cui vengono illustrati i numeri del presente periodico che sarà possibile anche scaricare direttamente. Ancor più interessante è la sezione "biblioteca" che ben presto permetterà una consultazione in linea degli schedari della fornita biblioteca dell'Istituto. Infine, è ancora in fase di completamento la sezione "immagini" che illustrerà con foto d'epoca avvenimenti e personaggi d'Istria, Fiume e Dalmazia.
Da questa serie di esempi, che non vogliono essere né completi né esaustivi ma che possono essere ben considerati come rappresentativi del panorama esistente, voglio giungere a delle conclusioni.
Per primo voglio affrontare il discorso della lingua. Mi sembra banale osservare come enti ed istituti italiani, per non parlare di associazioni di esuli, tendano a proporre i relativi siti in lingua italiana. Non è altrettanto banale ragionare sullo scopo per il quale i suddetti enti attivano dei siti web: immagino che lo facciano per alcuni motivi fondamentali, tra cui quello di pubblicizzarsi, di farsi conoscere ma soprattutto di far conoscere. Mi sembra logico pensare che i navigatori che accederanno ai siti di questi enti, tranne rari casi, non saranno esuli giuliano-dalmati che hanno vissuto sulla loro pelle quanto andrebbero or ora a cliccare5 su internet e che magari vivono già in contatto con l'ente per vie non informatiche più tradizionali. Anzi considero naturale ritenere che il potenziale bersaglio di questi siti siano italiani non direttamente coinvolti con il mondo degli esuli - per i quali si spera che il problema della lingua non si ponga - e stranieri o discendenti di esuli emigranti che abbiano perso familiarità con la lingua madre. È lampante che per queste ultime due categorie l'unico sito intelleggibile sarebbe quello in lingua inglese, ed abbiamo visto quanto pochi siano i siti italiani bilingui e molti lo siano, invece, quelli stranieri.
Questo problema andrebbe affrontato seriamente in tutti quegli enti che, pur avendo riluttanza ad adoperare una lingua diversa dall'italiano, vogliano poter parlare via internet anche a chi l'italiano non lo sa. Ci si rende d'altra parte conto che il presentare un sito bilingue (versione italiana e versione inglese) moltiplichi i costi di mantenimento dello stesso ed è pur sempre un buon risultato informare una popolazione italiana che si dimostra generalmente ignorantissima sulla cultura delle terre giulie.
Una questione forse ancor più rilevante è la seguente. Recentemente, in occasione della presentazione dello scorso numero di Tempi & Cultura, lo storico Antonio Sema ha ripreso il discorso interessante ed importante delle fonti. In sintesi lo studioso asseriva e ribadiva l'importanza di produrre fonti scientifiche per la ricerca storica riguardo alle vicende ed alla cultura Istriano Fiuamno Dalmata in relazione ai mutamenti geopolitici attuali ed in relazione alla progressiva ed inevitabile rarefazione delle fila nella generazione cosiddetta "dell'esodo". La pubblicazione di fonti intesa, cioè, quale riserva di spinta per una cultura giuliano dalmata che non debba scomparire con gli ultimi abitatori pre-esodo dell'Istria e della Dalmazia.
Ebbene, a mio parere tale significativo ragionamento può e deve essere applicato alle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione. È cioè indispensabile agire rapidamente per mettere a disposizione di chichessia informazioni corrette ed approfondite nella giusta misura sulla cultura giuliana. Il primo passo è, naturalmente, quello di proporre vetrine virtuali illustranti le maggiori pubblicazioni disponibili sulla piazza - ciò si presenta su quasi tutti i siti esaminati, se non altro per motivi di autofinanziamento - ma altrettanto importante è permettere, ove possibile, l'accesso on line ai cataloghi dei fondi bibliotecari e archivistici degli istituti o, quantomeno, fornire delle referenze bibliografiche fondamentali riguardo ai temi trattati in rete.
La realtà della rete informatica globale è recente ma evolve ad una velocità diversa e molto più rapida rispetto ai processi cui eravamo soliti far fronte. Cinque anni fa internet era un giocattolo nelle mani di pochi, oggi è un canale di comunicazione ed informazione alternativo; tra cinque anni potrebbe essere il veicolo di interscambio culturale preferenziale. Il futuro della nostra cultura passa attraverso le nuove tecnologie e la globalizzazione : se non vogliamo che tutto ciò divenga ben presto sinonimo di appiattimento culturale e di oblio, dobbiamo saper sfruttare le potenzialità della realtà telematica restando al passo con l'evoluzione tecnologica.

  1. Con motore di ricerca si intende un programma, disponibile in rete in apposito sito, che permetta ricerche più o meno avanzate su un dato tema. Nel nostro esempio, digitando il termine "Istria", il motore di ricerca ci propone un lungo elenco di collegamenti ai siti da lui trovati sull'argomento.
  2. Risulta evidente l'incongruenza linguistica : o venga scelta la dicitura "latina" (così Londra, Berlino e Parigi ; così Ragusa, Spalato e Zara) o venga scelta la dicitura in lingua ufficiale locale (così Dubrovnik, Split e Zadar ; così London, Berlin e Paris) per ogni genere di riferimento geografico.
  3. Con mailing list (letteralmente : lista postale) si intende una realtà di internet mediante la quale sia possibile lasciare il proprio indirizzo elettronico in un apposito spazio. L'elenco degli indirizzi di tutti gli affiliati è consultabile da tutti loro rispettivamente, in modo che essi possano scambiarsi idee e opinioni. Le mailing list sono generalmente tematiche.
  4. Il termine home page indica la pagina elettronica principale di un dato sito e viene quindi spesso utilizzato per indicare il sito medesimo nella sua completezza.
  5. L'accezione cliccare è un neologismo recentemente entrato nella lingua italiana a seguito dello sviluppo delle nuove tecnologie. Deriva dall'onomatopeico inglese to click, ossia "fare click", riferentesi al tipico rumore dei tastini del mouse.
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