La tutela delle sepolture italiane in Istria

 

La tutela delle sepolture italiane in Istria

pianificata dall'I.R.C.I. nel 1995, per l'area di giurisdizione croata, ha avuto inizio nel 1996 con le ricognizioni di ben 177 cimiteri, durante le quali, oltre alla stesura dei verbali, sono state scattate oltre 17.000 fotografie. Negli anni successivi, queste sono state debitamente catalogate assieme alla trascrizione delle epigrafi. Nello stesso periodo si è provveduto alla raccolta di tutte le norme legislative di ordine cimiteriale (statali e comunali) in vigore; nel 1998, con l'approvazione della nuova legge sui cimiteri della Croazia vi si sono aggiunti anche gli aggiornamenti - tariffe comprese. È stata inviata ai comuni copia dei nostri verbali di ricognizione e la richiesta di includere nelle nuove disposizioni la tutela provvisoria dei monumenti funebri eretti fino al 31 dicembre 1956 (data che ha segnato la fine delle opzioni e dell'esodo). Si è chiesto anche di poter aggiornare reciprocamente i dati di quelle sepolture che ris...

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Per contribuire al mantenimento

 

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delle sepolture italiane in Istria è: c/c postale - 13396346 intestato a: I.R.C.I. - FONDO CIMITERI.

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delle sepolture italiane in Istria è: c/c postale - 13396346 intestato a: I.R.C.I. - FONDO CIMITERI.

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La conservazione e la tutela delle

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La conservazione e la tutela delle tombe dei nostri cari, rimaste nei cimiteri dell'Istria è sempre causa di grave preoccupazione per la gran parte di coloro che sotto le ben note pressioni politiche e nazionalistiche furono costretti ad abbandonare la propria terra.
Nei cimiteri esistenti in Istria, a Fiume e in Dalmazia si trova una delle testimonianze più eloquenti del nostro patrimonio storico, culturale e morale, un segno distintivo della civiltà che ha marcato nei secoli il percorso culturale delle genti insediate su questo territorio. Da ciò deriva il dovere morale e civile di preservare le tracce della presenza italiana nei cimiteri che tuttora consideriamo nostri, dal momento che l'inesorabile legge del tempo costituisce una minaccia di scomparsa di tali testimonianze.
Anche l'Italia deve essere chiamata a provvedere alla conservazione dei cimiteri e delle tombe che sono la memoria storica della nostra identità culturale e nazionale italiana.
Prima del 1945, la gran parte delle famiglie istriane aveva regolarmente acquisito, secondo le leggi allora in vigore, il diritto all'uso perpetuo delle tombe. In un primo tempo tale diritto venne rispettato dalla Jugoslavia, ma in seguito, con la riforma introdotta nei primi anni '60 venne disconosciuto e addirittura abolito, con il conseguente esproprio delle tombe senza alcun compenso. Negli anni '80 nuove normative emanate dai singoli Comuni della zona croata dell'Istria concedevano anche l'uso perpetuo delle tombe. In conseguenza a ciò tutti i titolari di tombe avrebbero dovuto rinnovare i contratti di concessione, corrispondendo ai Comuni una tassa "una tantum" (che di solito supera il milione di lire per "posto"), oltre al canone annuo per la manutenzione (che ammonta ad alcune decine di migliaia di lire).
Bisogna aggiungere che finora molti Comuni non sono stati fiscali, ed hanno lasciato passare il tempo senza espropriare materialmente le tombe. Ciò grazie al fatto che in alcune località si è provveduto ad ampliare i cimiteri, in modo da poter accogliere i defunti dei nuovi abitanti senza procedere all'esumazione delle sepolture italiane.
In queste circostanze l'I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste ha ritenuto di attivare un servizio per trattare in modo sistematico il problema del recupero e della conservazione dei cimiteri nel territorio istriano. Ha avviato quindi un servizio di assistenza - gratuita per il fruitore - per trattare i casi individuali e intermediare con le autorità consolari italiane, con le amministrazioni comunali e con le aziende cimiteriali, onde agevolare gli esuli nello svolgimento delle pratiche necessarie al mantenimento delle tombe.
Contemporaneamente l'I.R.C.I. ha svolto un monitoraggio delle singole sepolture nei cimiteri per registrare la situazione esistente. Sono stati visitati tutti i camposanti della parte croata dell'Istria, rilevando fotograficamente - sono oltre 20.000 immagini - tutte le tombe italiane che rientrano nel progetto di tutela. Lo stesso sta avvenendo per la parte dell'Istria slovena.

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