Istituto Regionale 
per la Cultura 
Istriano-fiumano-dalmata

ISTRIANI, FIUMANI, DALMATI: un grande popolo che, nei secoli, ha mostrato di essere anche UN POPOLO GRANDE. Vincente in ogni campo: della scienza, dell’arte, del lavoro. E del pensiero. Sconfitto solo dagli eventi della storia che ne hanno sradicato le radici e disperso i frutti con un esodo massiccio dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Ma quei frutti dispersi hanno creato semi e questi hanno germogliato in ogni parte del mondo. 

Recuperare, conservare, studiare e sviluppare ogni tratto culturale di questa nostra gente è il compito dell’I.R.C.I., Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste. E questo è il nostro nuovo sito, luogo di comunicazione e di incontro per tutti coloro che hanno a cuore la nostra storia e i nostri uomini. 

OGGI, IN UN MOMENTO IN CUI L’EMERGENZA SANITARIA IMPONE DISTANZE FISICHE, ABBIAMO DECISO CHE QUESTO NOSTRO NUOVO SITO, PUR NON ESSENDO ANCORA PERFETTAMENTE COMPLETATO IN OGNI SUA PARTE, DEBBA ESSERE MESSO A DISPOSIZIONE DI TUTTI PERCHÉ  CHIUNQUE POSSA VIVERLO E CONDIVIDERLO. SIAMO CON VOI. SIATE CON NOI.

Ultime notizie

Vedi tutte le notizie

5 X 1000
Cinque per mille

Ricordaci nella tua prossima dichiarazione

I.R.C.I. - Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata

scrivi 90036430321

Amministrazione trasparente

RENDICONTO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI PERCEPITI
OBBLIGHI DI TRASPARENZA PREVISTI DALL’ART. 1, C. 125-129, L. 124/2017

Leggi

La nostra missione

L'Istituto è apartitico, non ha scopo di lucro e si propone il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale e delle tradizioni delle popolazioni italiane dell’Istria, Quarnero e Dalmazia promuovendo idonee iniziative riguardanti:

  • ogni aspetto della storia istriana, fiumana e dalmata, con speciale attenzione alle vicende di questo secolo e con focalizzazione sull'esodo e sugli avvenimenti precedenti e conseguenti lo stesso;
  • gli aspetti demologici e demografici e relative mutazioni attraverso i tempi;
  • le caratteristiche etnologiche (parlate, tradizioni, costumi e usi locali, arti e professioni popolari, religiosítà popolare, credenze e novellistica, architettura abitazionale e religiosa urbana e rurale, lavori e mestieri della città del mare e del mondo rurale, ecc.);
  • le espressioni culturali maggiormente significative (letteratura, arti figurative, architettura, storiografia, ecc.) con riguardo agli artisti e alla relativa produzione artistico-letteraria, comprese quelle manifestate nella diaspora, quale segno di continuità di pensiero e di tradizione;
  • le scoperte dell'archeologia, le ricerche e gli studi delle civiltà attraverso le vestigia del passato;
  • le principali tematiche culturali attinenti l'esodo, le sue conseguenze in rapporto alla sopravvivenza della cultura istriana legata alla matrice latina, veneta e italiana.

Istituto Regionale 
per la Cultura 
Istriano-fiumano-dalmata

Via Duca d'Aosta, 1 - 34123, Trieste

C.F. 90036430321
Tel. +39.040.639188
Fax +39.040.639161
Presidente: Franco Degrassi

Apertura della segreteria al pubblico: 
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12; 
lunedì e giovedì 10-12 e 16-18.

Facebook: www.facebook.com/IRCI.IstriaFiumeDalmazia
Twitterhttps://twitter.com/irciist
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Pec:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Magazzino 18

Il senso di sacralità della tragedia di un popolo è quanto comunicano immediatamente le masserizie degli ESULI. L'emozione palpabile nel contatto con quegli oggetti se da una parte lascia spazio alla conoscenza degli elementi primari per la costituzione di un nocciolo prettamente etnografico di recupero della tradizione istriana, fiumana e dalmata, dall'altra evidenzia  una duplice valenza testimoniale del fatto specifico (l'esodo dei giuliano-dalmati del dopoguerra) e di quello più generico, ma più universale, di idea di esodo. Il Magazzino 18 è la perfetta fotografia della quotidianità di una società che, come Pompei, si interrompe in un preciso momento storico, quello dell'ESODO, con l'ultimo oggetto portato dall'ultimo esule, depositato e mai ritirato, e dove non c'è nulla del giorno dopo. 
Oggi, pur nelle difficoltà di fruizione (siamo all'interno di un'area portuale, con tutti i limiti di accesso conseguenti) potremmo considerare come "MUSEO SPONTANEO" l'agglomerato di masserizie "così come si trova e là dove si trova" in sede naturale da oltre 50 anni (il magazzino 21-22, prima, il 26, poi, e oggi il magazzino 18). Lo status quo, al fine di offrire una documentazione di immagini vive e facilmente fruibili, prevede una prossima realizzazione di un app che consentirà  una visita virtuale al magazzino.
Una prima indicazione di massima sui contenuti delle masserizie può essere fornita dal volume Arredi domestici, documenti, strumenti di lavoro dei profughi istriani depositati a Trieste (Piero Delbello, I.R.C.I. - ed. Italo Svevo, Trieste, 1992).

Approfondisci

Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata

La sede si trova in via Torino 8 e nasce dalla collaborazione tra l'I.R.C.I. e il Comune di Trieste. Il museo si sviluppa su una superficie di circa 2300 mq ed è stato realizzato con criteri e tecnologie d'avanguardia. Sono esposti una selezione delle masserizie degli esuli, fotografie e documenti in gran parte inediti. Lo stabile che ospita il museo comprende al suo interno anche la sede dell'I.R.C.I. stesso con gli uffici, la direzione, la biblioteca, la sala convegni e la sala multimediale. Il museo è stato realizzato con il contributo del Governo italiano, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste, della Fondazione CRTrieste e della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Approfondisci